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lunedì 19 marzo 2007

BIOPLASTICHE E MATERIALI BIODEGRADABILI




IGNORANZA "PLASTICA"

Qualche giorno fa un servizio di RAI1 parlava del riciclaggio della plastica. Dopo una bella spiegazione sui meccanismi del riciclo,la giornalista spiegava che il riciclaggio è un'ottima soluzione ma, quando si può è meglio utilizzare materiali alternativi che non persistono nell'ambiente dopo il loro utilizzo. Ho pensato: "adesso lo dice! Adesso parla delle BIOPLASTICHE!"
Invece le alternative erano il cartoncino e il legno.
Certo sono due materiali biodegradabili, ma le caratteristiche tecniche non sono sovrapponibili alla plastica .
La soluzione esiste. Una vera alternativa alle plastiche derivate dal petrolio arriva dal mais o da altre fonti rinnovabili come le patate,la soia o le banane.
La soluzione è a portata di mano, ma viene ignorata. Se ne parla poco su giornali, radio e televisioni. La gente non conosce termini come biodegradabile o compostabile e di conseguenza non cerca di modificare positivamente i suoi comportamenti.
Bisogna dare atto al governo Prodi di aver iniziato una discussione sull'utilizzo degli shopper biodegradabili. Pur essendo un passo avanti nella giusta direzione difficilmente inciderà profondamente sulle abitudini degli italiani, almeno a breve.
C'è l'esigenza di spiegare la necessità e l'urgenza dell'utilizzo di materiali alternativi.
L'esperienza dei cibi biologici insegna che quando le persone conoscono vantaggi e peculiarità di prodotti naturali superano anche gli ostacoli di prezzo propri dei mercati innovativi.
I mezzi di comunicazione devono avere una parte attiva nell'informare sulle bioplastiche. Oggi invece non si parla per nulla di queste cose. L'attenzione è tutta concentrata sull'energia, sul risparmio energetico e sulle fonti alternative. Giustissimo, ma non perdiamo di vista gli altri problemi ambientali, l'accumulo di rifiuti sta diventando insostenibile, i sistemi di smaltimento perdono efficacia: c'è l'esigenza e l'urgenza di sviluppare alternative credibili.
Oggi le bioplastiche rappresentano questa alternativa.
La politica deve favorire e incentivare prezzi più competitivi. Le dimensioni della domanda, infatti, influenzano ancora negativamente il costo delle materie prime biodegradabili.

Altri paesi hanno già iniziato da qualche anno politiche favorevoli alle bioplastiche, in Germania il "PUNTO VERDE" aumenta il costo delle plastiche derivate dal petrolio avvicinandolo a quello delle biodegradabili.
Da noi purtroppo il CONAI pesa indifferentemente sulle une e sulle altre.
In Italia non vengono premiate in alcun modo le virtù dei materiali naturali, di conseguenza questo mercato da noi non riesce a decollare.
C'è bisogno di più informazione e di più iniziative concrete. Dobbiamo far conoscere alla gente le alternative e offrirgliele ad un prezzo competitivo, il mercato poi farà il resto.
Negli anni ottanta l'energia solare era una chimera, un'utopia di pochi avventurieri che magari si autocostruivano i pannelli solari. Oggi quasi tutti possiedono, hanno visto un pannello solare o sanno di cosa si tratta.
Iniziative come "M'ILLUMINO DI MENO" fanno conoscere al grande pubblico i vantaggi del risparmio energetico.
Gli esempi virtuosi non mancano, ora anche le bioplastiche devono entrare nell'agenda politica e dei media se vogliamo fare del mondo un posto migliore in cui far vivere i nostri figli.

FABRIZIO LAGGIARD
biomobi@gmail.com
www.biomobi.it

1 commento:

marco.iannone@biemmead.com ha detto...

Sono contento della sua iniziativa, consideri che proprio questa mattina in azienda stiamo stampando la prima etichetta Con PLA