martedì 29 aprile 2008

NAPOLI E DINTORNI

Il problema dei rifiuti a Napoli negli ultimi giorni è passato in secondo piano.

Il risvolto drammatico della cosa è che pochi si rendono conto che le difficoltà di smaltimento non riguardano solo il capoluogo campano. Anche altri centri italiani sono vicini al collasso.

Certo, a Napoli il problema è ingrandito dalla presenza di organizzazioni mafiose e rapporti non sempre trasparenti tra politica e camorra, ma il problema è latente anche in altre città del nord Italia.

Le discariche potrebbero non essere sufficienti, gli inceneritori non si possono più costruire, la raccolta differenziata in molti centri stenta a decollare, i materiali biodegradabili non riescono a superare le barriere di prezzo e di informazione.

Vedremo cosa deciderà il nuovo governo ma il punto di partenza deve essere “il nostro vicino”.

Dobbiamo tutti fare la nostra parte e spiegare alle persone che conosciamo che è meglio ridurre i rifiuti e differenziare.

lunedì 10 marzo 2008

IL RITORNO

Ciao a tutti e scusate la prolungata assenza.
Nonostante sia trascorso un pò di tempo gli sviluppi sulla cultura del biodegradabile non sono molti.
Gli organi di stampa e comunicazione non se ne occupano affatto.
Anche i siti della così detta controinformazione come Beppegrillo.it sembrano ignorare l'argomento. Forse perchè fa più notizia attaccare discariche ed inceneritori pittosto che cercare soluzioni alternative.

Andiamo Avanti!

martedì 17 luglio 2007

PROVIAMO A CAMBIARE!!

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martedì 19 giugno 2007

Congresso "Ambiente, energia, innovazione"

Il 14 giugno 2006 si è svolto presso il centro di biologia molecolare di Torino (MBC) un convegno su “Ambiente, energia e innovazione” a cui ha partecipato anche Luca Mercalli.

Come al solito si è parlato soprattutto di fonti alternative ed effetto serra, ma nel corso di un mio intervento ho sottolineato la mancanza di attenzione verso le BIOPLASTICHE soprattutto sui mezzi di comunicazione di massa.

Ho cercato di portare l’attenzione sulla diffusa ignoranza di termini come BIODEGRADABILE e COMPOSTABILE, con soddisfazione ho rilevato una particolare attenzione da parte del dott. Mercalli sul tema dell’informazione.

Al congresso ha partecipato anche una azienda che si occupa di riciclaggio di pet. Come ho avuto modo di rimarcare le plastiche biodegradabili non sono in concorrenza con il riciclaggio, poiché non tutto si può riciclare per motivi tecnici legati alla contaminazione della plastica con prodotti umidi e compostabili. Le plastiche biodegradabili sono una grande innovazione in questo senso, la vaschetta di insalata russa o di affettato non può essere riciclata dopo l’uso perché contaminata dai residui dell’alimento; viene quindi smaltita in discarica. Se invece la vaschetta fosse biodegradabile e comportabile potrebbe essere lavorata negli impianti che trattano i rifiuti umidi e trasformata in compost.
Il compost è terra che può essere impiegata per tutti gli usi agricoli.

La diffusione delle bioplastiche rappresenta quindi un valido aiuto alla soluzione del problema rifiuti, ma è necessario intensificare gli sforzi, da parte di tutti, per la diffusione di questi temi.


Vorrei ringraziare il MIP per l’ottima organizzazione di questi congressi .

martedì 29 maggio 2007

BIODEGRADABILE IN TV

Grazie alla trasmissione "REPORT" finalmente un servizio serio sulle plastiche biodegradabili, su come possono contribuire alla riduzione dei rifiuti.

Soprattutto, finalmente il servizio mette l'accento sui costi delle pastiche tradizionali.


La trasmissione è di qualche tempo fa ma sul sito di Report si trova il video della puntata.
http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Report%5E22689,00.html

GRAZIE REPORT!!

giovedì 26 aprile 2007

BIOPLASTICA PER USCIRE DALL'EMERGENZA RIFIUTI

E' possibile utilizzare una plastica senza derivati del petrolio? A quanto sembra è tecnologicamente fattibile ma i costi di produzione rendono questa via ancora non economicamente competitiva rispetto a quella della plastica tradizionale. Parliamo della biolastica, del tutto identica alla plastica tradizionale per leggerezza e resistenza ma con una composizione chimica completamente diversa. La bioplastica è ricavata da materiale organico come mais, ifrumento, barbabietola. Ha il pregio di essere biodegradabile, ossia di "scomparire" letteralmente sotto l'azione degli agenti naturali presenti nella terra o nell'atmosfera.
La plastica tradizionale, o sintetica, è normalmente prodotta da derivati del petrolio come sottoprodotto della filiera del greggio verso il grande settore della petrolchimica. Le economie di accorpazione e quelle di scala, oltre alla quasi secolare storia della petrolchimica nel mondo, permettono una grande produzione di plastica sintetica a bassi costi economici.
Alcuni costi sociali però non sono computati dalle industrie della petrolchimica. Gli oggetti in plastica tradizionale sono riassorbiti dalla natura dopo lunghi periodi di tempo: una busta di plastica lasciata galleggiare nel mare resiste all'attacco di qualsiasi batterio per secoli, una bottiglia di plastica necessita di 400 anni per decomporsi. A questo impatto ambientale si aggiunge il costo sociale del trattamento dei rifiuti in plastica. Una discarica implica uno stoccaggio per lunghi periodo, l'incenerimento della plastica, invece, comporta l'emissione di diossine. La plastica non può essere riclicata a causa degli elevati costi che il trattamento richiederebbe. Il costo economico dell'incenerimento o del trattamento dei rifiuti tende a crescere nel tempo, alimentando spesso anche disagi sociali tra i cittadini nelle località coinvolte.
Questi costi sociali sono scaricati sulla collettività e sostenuti dallo Stato, tramite le entrate fiscali o l'indebitamento.
La bioplastica, viceversa, si dissolve senza lasciare residui inquinanti, in base alla composizione chimica possono necessitare da pochi giorni a 4-5 anni. Essendo prodotti degradabili al 100% non lasciano traccia nell'ambiente. Può essere utilizzata per diversi utilizzi di uso quotidiano: sacchetti della spesa o della spazzatura, bicchieri e posate usa e getta, nylon, accessori vari in plastica. In pratica, può sostituirsi a quegli oggetti in plastica di uso comune.
Con l'esaurimento delle riserve petrolifere anche il settore della petrolchimica sarà soggetta a costi crescenti nell'approvvigionamento della materia prima. Le bioplastiche hanno tutte le carte per diventare nei prossimi decenni un valido sostituto dei prodotti plastici, in grado di consentire un medesimo utilizzo e un minore impatto sull'ambiente.
TRATTO DA Ecoage 4 febbraio 2005

martedì 10 aprile 2007

bottiglie biodegradabili

Mentre noi italiani ci crediamo tanto ambientalisti e critichiamo gli americani loro sviluppano e usano le bioplastiche....