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giovedì 12 marzo 2020

L'innovazione israeliana che può mettere fine agli imballaggi in plastica

Oltre a produrre vassoi monouso in plastica e alluminio, W-Cycle ha brevettato "SupraPulp"  un prodotto da imballaggio che si basa sulla polpa di canna da zucchero, nota come "bagasse".

photo credit: W-CYCLE


Le materie plastiche sono ovunque. Spesso descritto come il materiale del 21 ° secolo, la plastica si trova nei nostri abiti in poliestere, nei nostri mobili da esterno e nei nostri contenitori per alimenti da supermercato.

Nel 2018 sono state prodotte in tutto il mondo circa 360 milioni di tonnellate di plastica e il consumo mondiale continua a crescere rapidamente. La stragrande maggioranza di essi, oltre il 90%, finisce nella discarica o nell'ambiente naturale, impiegando più di 400 anni a decomporsi nei nostri oceani e fino a circa 1.000 anni in discariche.

Combinando decenni di esperienza nel settore dell'imballaggio e delle industrie hi-tech, gli imprenditori israeliani Joseph Siani e Lior Itai hanno deciso di unire le forze e affrontare la sfida intimidatoria di produrre un'alternativa alla plastica inquinante. Hanno riconosciuto che una soluzione  alla sfida globale non era impossibile.

Insieme, hanno fondato W-Cycle, una start-up che sviluppa soluzioni di imballaggio compostabili per affrontare le masse di plastica C-PET utilizzate nell'enorme industria degli imballaggi pronti. Invece di produrre vassoi monouso in plastica e alluminio, il prodotto di imballaggio brevettato "SupraPulp" di W-Cycle si basa sulla polpa di canna da zucchero, nota come bagasse.

“La nostra strategia era quella di prendere qualcosa di ampiamente disponibile là fuori, senza la necessità di investire molto nella generazione [materiale]. Quindi ci siamo concentrati su una soluzione a base di cellulosa e su come riutilizzare alcuni sottoprodotti del settore ”, ha affermato Itai, che ricopre il ruolo di CEO dell'azienda con sede nel Kibbutz Gan Shmuel. “Ci siamo concentrati sull'industria dello zucchero, che prende la canna da zucchero, la elabora e estrae lo zucchero. Ci sono tonnellate di rifiuti, solo polpa, ed è un'ottima materia prima. "

Dopo quattro anni di attività di ricerca e sviluppo, il materiale di W-Cycle ora può essere congelato a -40 ° C ed essere riscaldato in forno a 250 ° C. Di fondamentale importanza per l'industria alimentare, il materiale è interamente idrorepellente (repellente ai liquidi). Dopo l'uso, la confezione può essere gettata in un cestino marrone come rifiuto organico o, in alternativa, nel cestino per la carta.
"SupraPulp è realizzato al 100% con materiali naturali e non emette tossine o metalli pesanti", ha affermato Itai. "È uguale a una foglia di banana, nel senso che è completamente naturale e compostabile al 100%."

La soluzione basata sui sottoprodotti presenta vantaggi rispetto alle alternative "verdi" esistenti, ha sottolineato, poiché le bioplastiche prodotte principalmente da amido di mais richiedono la produzione della materia prima. Altri prodotti a base di cellulosa, realizzati con piante viventi, spesso includono un sottile rivestimento di plastica per evitare che la polpa assorba l'acqua.
La società è attualmente in trattative avanzate con i produttori di piatti pronti e una serie di importanti compagnie di catering per compagnie aeree dall'Europa e dall'Estremo Oriente. La società ha già annunciato una partnership con Neto, un importante gruppo alimentare israeliano.
"Vogliamo creare un prodotto che sia altrettanto economico e buono come quello a cui le persone sono abituate", ha detto Siani. "Se guardi il contenuto di materiale, la polpa è molto più forte della plastica - ed è più economica."

La soluzione di W-Cycle sembra essere arrivata al momento giusto, con le compagnie aeree che stanno sempre più considerando come ridurre i rifiuti di plastica e il loro impatto ambientale complessivo. Emirates, Ryanair e la compagnia aerea charter portoghese Hi Fly hanno tutti fatto progressi significativi nella riduzione della dipendenza dalla plastica o si sono impegnati a diventare completamente privi di plastica nei prossimi anni.

Ulteriori mercati target includono le grandi istituzioni che devono distribuire molti pasti in imballaggi monouso, inclusi ospedali, carceri e scuole.

“La principale motivazione oggi per trovare alternative è che le persone si rendono conto che la plastica è dannosa per l'ambiente. Di conseguenza, puoi vedere sempre più paesi che iniziano a legiferare su diverse leggi per vietare l'uso della plastica ", ha affermato Itai. "Questo tipo di pressione risale al settore e devono affrontare la sfida. Quando incontriamo gli investitori, sono sinceramente interessati a come rendere il mondo un posto migliore, sia attraverso prodotti riciclabili che compostabili ".

venerdì 16 agosto 2019

MATERIALE DI IMBALLAGGIO: Carta di cacao, un'opzione di imballaggio ecologica e sicura per alimenti.

Ogni anno, secondo un articolo su Packagingstrategies.com, quasi 430.000 tonnellate di gusci di cacao, un sottoprodotto del processo di produzione del cacao, non vengono utilizzate in tutto il mondo.



LeafLAB, il "think tank" di materiali botanici di Schweitzer-Mauduit International con notevoli capacità di ricerca e sviluppo interne, dà una seconda vita a questi gusci di cacao trasformandoli in soluzioni di imballaggio e fibre distintive per l'industria alimentare, delle bevande e dei cosmetici.

Di recente, LeafLAB ha iniziato a commercializzare i suoi primi prodotti: carta di cacao e fibre di cacao. Creata con gusci di cacao (una pelle delicata che circonda le fave di cacao) e dopo aver acquisito la certificazione per il contatto con gli alimenti, Cocoa Paper è la prima carta naturale appositamente concepita per i produttori di cioccolato e pasticceria, nonché per i convertitori specializzati. Poiché utilizza i gusci di cacao, che in genere sono stati considerati un sottoprodotto, la carta di cacao può essere considerata un'alternativa “eco-efficiente” al packaging classico.

CARTA DI CACAO

LeafLAB produce carta di cacao trasformando gusci di semi di cacao non trasformati. Sebbene non commestibile, Cocoa Paper è approvata dal contatto alimentare con il laboratorio nazionale francese di metrologia (LNE) e rispetta pienamente i sapori dei prodotti confezionati. Ideale per le creazioni di prodotti da forno e pasticceria, questo nuovo materiale di imballaggio definisce lo standard in imballaggi gourmet ed eco-efficienti.

FIBRE DI CACAO

Con la tecnologia brevettata per valutare i sottoprodotti botanici, LeafLAB crea Fibre di cacao: una gamma di fibre utilizzate come componente di pasta di carta o cartone, progettata per i produttori di cartone e prodotti non tessuti. Questa stessa tecnologia può essere applicata anche ad altri prodotti botanici, come caffè, tè e cocco. Con questa gamma di componenti in fibra pronti all'uso, i professionisti del packaging si distinguono dai concorrenti con un packaging originale, accattivante e innovativo.

lunedì 27 febbraio 2017

FRUTTA ESSICCATA NEL BIODEGRADABILE

Scrivo questo post per segnalarvi una interessante iniziativa del sito Dolcepiemonte.com che ha inserito nel suo catalogo di golosità anche la frutta essiccata a freddo confezionata in vaschette biodegradabili e compostabili.



Si possono gustare e farsele spedire direttamente a casa le fragole essiccate a freddo uno snack naturale e gustoso per grandi e piccoli.
Grazie all'essiccazione a freddo le fragole di Dolcepiemonte mantengono inalterate le caratteristiche organolettiche, da provare insieme ad uno yogurt bianco. Sono confezionate in comode vaschette con coperchio biodegradabili e compostabili al 100% per rispettare la natura.

Oppure si possono provare le mele essiccate, naturali e gustose anche loro confezionate in pratiche vaschette biodegradabili in PLA.



Altra frutta che si può trovare su Dolcepiemonte :
- Mirtilli
- Arance
- Kiwi
- mele
- Fragole

Tutti confezionati in vaschette in PLA biodegradabili e compostabili.

La frutta essiccata e confezionata in modo artigianale dall'azienda agricola Greenberry in provincia di Torino.

Il sito di ecommerce www.dolcepiemonte.com seleziona tante specialità alimentari del territorio e le consegna in ogni parte d'Italia e d'Europa. La frutta essiccata a freddo è una gustosa e genuina novità confezionata in un modo intelligente che permette di ridurre l'uso di plastica derivata dal petrolio.

lunedì 7 marzo 2011

BANANE NON PIU' BIODEGRADABILI

bananaphoto © 2007 Jason Gulledge | more info (via: Wylio)
Ne avevamo proprio bisogno, grazie!

Una notissima azienda distributrice di banane ha deciso di confezionare singolarmente i frutti in sacchetti di plastica.
Ora uno dei pochi frutti in natura che è dotato di un contenitore naturale e biodegradabile al 100% vogliono ri-confezionarlo.
Come scusante l'azienda si fa forte del successo ottenuto dal prodotto sul mercato americano, dove però notoriamente non sono dei grandi sostenitori del biodegradabile.

martedì 21 settembre 2010

ECOVASCHETTA PER IV GAMMA

fonte: "www.ilsole24ore.it" http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_2959_cmsGDOWEEK,00.html


Da Novamont ed Ecor la prima ecovaschetta per la IV gamma
Il prodotto all'interno è un'insalata biodinamica di Filogea. La confezione così realizzata è 100% compostabile
Ugo Stella
13 Settembre 2010




Arriva il packaging no-ogm biodegradabile e compostabile in Mater-Bi per l’insalata, realizzato grazie alla collaborazione tra Novamont ed Ecor. Nasce da un progetto sperimentale, novità in Italia, il primo in Europa a riguardare le insalate pronte in IV gamma certificate Demeter, ovvero provenienti da agricoltura biodinamica. 


Prodotti marcati Filogea
"Le insalatine Filogea saranno le prime ad essere distribuite con l’eco-packaging messo a punto da Novamont – spiega Roberto Zanoni, direttore generale di Ecor NaturaSì  - e rappresentano uno dei tanti progetti che l'azienda ha intrapreso nell'ottica della riduzione e nel miglioramento della qualità degli imballi. Il nostro intento è inoltre quello di rendere questa sperimentazione una soluzione di imballo sostenibile sempre più diffusa tra i prodotti di IV gamma bio”. 
Il mater-Bi è la bioplastica sviluppata da Novamont, biodegradabile e compostabile naturalmente ai sensi della norma italiana UNI EN 13432 in grado di garantire resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche tradizionali, ma contiene risorse rinnovabili di origine agricola. Diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti. 


Può essere smaltito con l'umido
L’innovativo imballaggio composto da un cartoncino "spalmato" in Mater-Bi e confezionato con un film in Mater-Bi che potrà essere smaltito assieme agli scarti di cucina. Dopo oltre un anno di ricerca la soluzione è stata  possibile dagli sviluppi del Mater-Bi di 2a generazione che incrementa la percentuale di contenuto rinnovabile del prodotto. Questo all’interno del piano strategico di Novamont che prevede ulteriori step per arrivare al Mater-Bi di III e IV generazione, con aumenti sempre maggiori di contenuto rinnovabile da filiera italiana (da olii specifici, monomeri e polimeri biodegradabili). 
Con 4000 referenze a catalogo, un fatturato 2009 di 121 milioni di euro, Ecor è il più importante distributore
in Italia di prodotti biologici e serve oltre 800 negozi di alimentazione naturale - tra i quali oltre 250 negozi
associati al brand Cuorebio e 72 supermercati ad insegna NaturaSì.

giovedì 9 settembre 2010

SHOPPER BIODEGRADABILI

Dal prossimo anno, salvo proroghe, sarà vietata la commercializzazione degli shopper in plastica.
Le comuni borse della spesa, di cui noi italiani siamo tra i maggiori consumatori in Europa, fino ad oggi erano prodotte soprattutto in politene.
Dal prossimo anno secondo una direttiva europea, gli shopper tradizionali dovranno essere sostituiti da quelli meno inquinanti in materiale biodegradabile o riutilizzabile (stoffa).

Il materiale biodegradabile più famoso con cui vengono fatti i nuovi shopper è l'italianissimo Mater-bi prodotto dalla novarese Novamont.
Certo dovremo modificare le nostre abitudini, visto che i sacchetti in plastica venivano spesso riutilizzati, ma questo passaggio è necessario per ridurre la quantità di rifiuti inquinanti e non compostabili.

giovedì 1 aprile 2010

BIOPLASTICHE

Le bioplastiche sono una nuova generazione di plastiche biodegradabili, i cui componenti sono interamente derivati da materie prime rinnovabili. Studi recenti hanno evidenziato come queste plastiche possono essere ricavate da svariate risorse agricole. Esse aiutano a preservare le risorse non rinnovabili (petrolio,gas naturale, e carbone) e possono contribuire in maniera efficace al grave problema della gestione dei rifiuti.

Questi materiali hanno come caratteristiche principali di essere biodegradabili in breve tempo, compostabili in impianti industriali e di rientrare nel ciclo della natura dopo il loro utilizzo commerciale.

Il successo di queste plastiche sarà determinato dallo sviluppo del relativo processo tecnologico e dall’attenzione che le persone concentreranno su concetti come conservazione delle risorse, preservazione dell’ambiente e tecnologie sostenibili.

Sperando che si sviluppi un interesse crescente al vivere sempre più in sintonia con la natura e lasciare alle generazioni future un pianeta sano.

venerdì 5 marzo 2010

BOTTIGLIA BIODEGRADABILE

L'Acqua Sant'anna ha deciso di aumentare i punti vendita in cui vendere le innovative bottiglie ricavate completamente dal materiale biodegradabile "Ingeo".
Lo ha reso noto l'azienda Fonti di Vinadio propriateria del marchio Acqua Sant'Anna.


Quella prodotta dall'azienda piemontese è la prima biobottiglia in Italia prodotta esclusivamente con plastica biodegradabile derivata al 100% da materiali vegetali.
Fonte: adnkronos

venerdì 22 gennaio 2010

FERRERO RICICLA

Gli scarti dei packaging Ferrero verranno trasformarti in carta. Nell'epoca della Green Economy, la nota industria dolciaria di Alba riciclerà gli scarti dei suoi packaging per ricavarne carta sulla quale stampare le proprie pubblicazioni. Il progetto pilota sarà avviato venerdì nello stabilimento di Rossano Veneto, dove prenderà il via la prima produzione di carta riciclata. ''Si tratta - spiega una nota dell'azienda - di un'idea innovativa che permette, da sempre sensibile al miglioramento della gestione sociale e ambientale, di stampare le numerose pubblicazioni aziendali utilizzando i propri scarti. Ferrero, infatti - prosegue la nota - produce quotidianamente quintali di imballi per i suoi prodotti, da cui provengono, invetabilmente, scarti recuperabili a base di cellulosa.

''Grazie alla collaborazione con la 'Cartotecnica Chierese', uno degli storici fornitori delle confezioni Ferrero e della cartiera Favini, attiva da oltre cento anni nel mercato della produzione di carta - conclude la nota dell'azienda di Alba - gli scarti dei packaging Ferrero verranno trasformati in carta''.

TRATTO DA http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/La-Ferrero-si-ricicla-gli-scarti-del-packaging-dellindustria-dolciaria-trasformati-in-carta_4222042630.html

giovedì 1 ottobre 2009

Esselunga studia il closed-loop

ARTICOLO TRATTO DAL SITO: POLIMERICA.IT


Dalle vaschette per frutta e verdura rPP per nuovi contenitori alimentari. Un progetto di Esselunga e Nespak.

In virtù del Regolamento CE 282/08, oggi è possibile utilizzare, anche nel nostro Paese, materiale plastico rigenerato per produrre nuovo packaging alimentare, seppure sotto condizioni molto strette per quanto concerne il materiale di provenienza (solo grado alimentare), il controllo della filiera e del processo di riciclaggio, che deve essere approvato preventivamente dall'EFSA.
Quest'ultimo aspetto, in particolare, complica le cose sotto l'aspetto procedurale: in Italia - a quanto ci risulta - non esiste ancora un processo "approvato" per il recupero in “ciclo chiuso” di imballaggi alimentare, mentre vi sono esperienze anche significative – per l'entità degli investimenti - in Gran Bretagna e in Francia, prevalentemente nel settore delle bottiglie PET.
Una situazione che potrebbe però cambiare. In occasione del convegno "Tra polimeri tradizionali e bioplastiche, la terza via: la plastica riciclata", organizzato il 22 settembre scorso da IPPR e Federazione Gomma Plastica, Nespak ed Esselunga hanno presentato un progetto per la rigenerazione e il riutilizzo, nella stessa applicazione, di polipropilene proveniente dalle vaschette per ortofrutta. Progetto che per partire presuppone l'esistenza di aziende di selezione e riciclaggio in grado di seguire la fase più delicata del ciclo, ovvero la rigenerazione del polimero in condizioni controllate. Secondo Alberto Maso di Nespak, la selezione di queste figure sarebbe in una "fase avanzata".
Esselunga, ha spiegato nel suo intervento Vittorio Brinati, raccoglie già oggi in alcuni punti vendita le vaschette per la frutta e verdura, con un ritorno pari a circa l'8% dell'immesso al consumo; confezioni che, tra l'altro, sono prodotte da Nespak con un contenuto ridotto di polipropilene (-18%) rispetto al passato, grazie ad un completo redesign del packaging, che ha portato ad un incremento della resistenza alla compressione, a fronte di un minor peso (risultato premiato lo scorso anno con un Oscar dell'Imballaggio). Le confezioni raccolte vengono oggi avviate a riciclo per usi non alimentari, in attesa che parta il progetto di closed-loop.
Esselunga è impegnata anche in altri programmi volti alla riduzione degli sprechi, nonché al recupero e riutilizzo dei materiali: dai propri punti vendita, magazzini e sedi, la catena recupera ogni anno circa 1.800 tonnellate di plastiche che già oggi vengono avviate al riciclo e che in futuro serviranno in parte a produrre sacchi con marchio Plastica Seconda Vita. Tra questi anche robusti shopper riutilizzabili prodotti da Sipa Management con 80% di materiale riciclato, presentati proprio in occasione del convegno. Obiettivo di Esselunga è arrivare a distribuirne 3,5 milioni di pezzi l'anno.
Non solo: Esselunga ha deciso di ridurre lo spessore del film prestirato utilizzato nei bancali, da 23 a 8 micron, con un taglio del 50% del materiale utilizzato. Nei magazzini, per la movimentazione interna delle merci, usa cassette in plastica riutilizzabili, prodotte con il 25% di polimero riciclato. Nei punti vendita vengono invece impiegati divisori degli scaffali realizzati con plastiche rigenerate. Da segnalare anche il recupero di circa 250 tonnellate annue di contenitori in EPS provenienti dai fornitori di pesce, che vengono concentrati a Biandrate dove è in funzione un compattatore che riduce sensibilmente il volume prima dell'avvio agli impianti di riciclaggio.
La catena milanese prevede inoltre di immettere sul mercato 5 milioni di sacchetti per la spesa biodegradabili e compostabili (in carta e Mater-bi), ha investito nell'illuminazione a basso consumo e nel risparmio energetico, attraverso impianti di riscaldamento e raffrescamento più efficienti.
Tornando al closed-loop, Nespak è impegnata anche in un secondo progetto: in questo caso si tratta di recuperare e rigenerare contenitori alveolari per la frutta, sempre in polipropilene, destinati alla grande distribuzione. Un segmento che vale, solo in Italia, 6-7mila tonnellate annue di polimero.
Nel caso degli alveoli - ha spiegato Maso - la filiera è più corta e controllabile, poiché l'imballaggio non arriva al consumatore, ma si ferma al punto vendita, dove la frutta viene disimballata e collocata negli scaffali. La gestione dovrebbe quindi essere più semplice ed economica.

ARTICOLO TRATTO DAL SITO: POLIMERICA.IT 

sabato 24 gennaio 2009

INNOVAZIONE E CONFEZIONAMENTO

Dopo gli anni del pionierismo il packaging sta vivendo anche in Italia un forte periodo innovativo.

Le novità e i vantaggi sono distribuiti sui vari attori del processo di confezionamento e consumo:

Vantaggi per i produttori come per il nuovo sistema per termosaldare dei coperchi direttamente sulle vaschette in atmosfera protettiva dando la possibilità di impilare un maggior numero di contenitori e di proteggere maggiormente i prodotti. Sistema implementato sulle termosaldatrici in linea.

Nuovi materiali che aumentano i vantaggi per i consumatori come le vaschette da forno e film che resistono a temperature di 220°C; molto diffusi in paesi come Francia e Inghilterra permettono la produzione di piatti pronti solo da scaldare per il consumatore che può scegliere sia il forno a microonde che quello tradizionale.In Italia devono ancora essere scoperti dal grande mercato.

Oppure vantaggi per l'ambiente come il PLA (bioplastica derivata dal mais) che permette di produrre vaschette e film completamente compostabili. Ancora poco diffuso in Italia potrà dare nei prossimi anni grandi vantaggi per la soluzione del problema dei rifiuti.

Oppure ancora nuove macchine confezionatrici che permettono la creazione di confezioni molto personalizzate e di alto valore estetico anche partendo da una confezione semplice come una busta.

Momenti di crisi come questi richiedono un impegno sempre maggiore nell'innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni che esistono già ma spesso sono difficili da conoscere, per avere maggiori informazioni sulle novità menzionate potete visitare il sito: http://confezionatrici.altervista.org, oppure scrivere a lpspack@vds.it.